Momenti ..
IL TERREMOTO DEL 1980, UNO TRA I PIU' TRISTI RICORDI GRAGNANESI..
Un breve slide di rare foto scattate poche ore dopo il sisma tratte dal mio archivio: istantanee di un triste momento tuttavia da non dimenticare.
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..DI POLITICA
Le ultime elezioni amministrative a Gragnano mi hanno visto più o meno coinvolto in prima fila. A dire il vero non posso negare di aver sempre avuto una sorta di ascendente verso il mondo della politica, laddove intesa come volontà di dare il proprio contributo al fine di realizzare qualcosa di positivo per la comunità. Tuttavia ad oggi sono costretto, non con poca amarezza e costernazione, a prendere atto che talvolta la politica stessa assume dei tratti di ambicuità, contraddizioni e sfumature tutt'altro che comprensibili, ed ahinoi ben lungi dal volere o dal semplice credere di poter fare politica nel senso sopra indicato. Senza mezzi termini, al di là della mia esperienza personale, ritengo che il male maggiore delle nostre Istituzioni democraticamente elette è la oggettiva mancanza di criteri meritocratici nella definizione a monte da parte dei Partiti dei candidati chiamati a rappresentare nelle sedi deputate noi cittadini; e non ultimo, ciò che definisco l'eccessivo personalismo, per il quale intendo la concreta tendenza alla supremazia e massimizzazione degli interessi particolari rispetto a quelli generali, delinenando un malcostume purtroppo tipico soprattutto della politica italiana [...]
Ogni elettore, nel momento in cui è chiamato ad esprimere la propria preferenza, detiene - e forse noi tutti dimentichiano sovente questo particolare - il proprio universale ed inalienabile diritto posto alla base dell'esercizio della democrazia, valore morale a carattere di universalità, prim'ancora che mero sistema istituzionale, di straordinaria importanza nella società moderna; valore per il quale hanno perso il sangue su chissà quanti campi di battaglia persone come noi desiderose soltanto di una reatà migliore di quella in cui vivevano [...] La mia invero non vuole essere una critica sul piano generale verso l'attuale modus politicandi, ma è una necessità, che sento particolarmente intima, di manifestare il mio profondo dissenso a quanto sempre più spesso accade nei nostri luoghi; e con questo mi riferisco alla supremazia dei centri di potere economico nelle scelte di governabilità locale. Mi fa rabbia pensare, ma proprio tanta, che nel 2009 ci sono ancora tante persone, come accade spesso nelle amministrative locali, il cui voto non è libero! Privare o privarsi della libertà del voto (perchè o promesso dallo stesso elettore, o obbligato o, peggio ancora, comprato!) per particolari motivi quali soggezione sociale, richiesta di qualche favoritismo, od ottemperanza a qualcheduno già ottenuto, equilavare a zittire in uno Stato di diritto e di tutela normativa, la facoltà inderogabile di un cittadino a manifestare il proprio pensiero! Viviamo in uno Stato democratico che per formalizzare la sovranità insita nel popolo stesso accetta che vengano utilizzate peculiarità che ledono la stessa democrazia. Paradosso sconcertante. A questo punto un dubbio sorge a dir vero spontaneo: ma chi è a decidere coloro i quali debbano rappresentarci nelle sedi opportune, noi cittadini o qualche altro che abbia interesse che un politico anzichè di un altro segga in tale sede deputata? Mi auguro che queste mie brevi considerazioni suscitino un minimo di discussione. (N. Ruocco)


